Sul progetto dell’ARRT interviene Piero Altieri Direttore Editoriale Corriere Cesenate

Siamo ormai alla vigilia della festa di San Giovanni Battista, il giorno della sua Natività, 24 giugno.
A questo mistero gaudioso i nostri padri dedicarono l’antica cattedrale costruita sul Monte Garampo, poi quando Cesena ridiscese a valle, la nuova, edificata nell’ombelico della città. Ed è festa grande, senza distinzioni di età e, ai nostri giorni, di colori! E’ un appuntamento che conduce i nostri passi alla Chiesa madre: già all’ingresso, lo sguardo si rivolge al racconto delle storie del Santo Patrono, scolpite nel bronzo delle porte, dalla fede e dallo stupore di Ilario Fioravanti.

Tutta la città e i tanti che vi convengono dalle periferie e dalle campagne delle vallate possono essere richiamati a pensieri forti e urgenti, la nostra storia, le antiche radici e quindi quei valori che hanno segnato preziosamente le nostre tradizioni, quasi un volto per la nostra identità. Per cui, ancora oggi, il vino deve essere sincero: i frequentatori della Malatestiana, dicevano “ex genimine vitis”, il pane di buona farina, aborrendo da aggiuntivi più o meno tossici. Alziamo il tiro: la libertà  di ognuno che non può essere minacciata dalle prepotenze del potere seppure espresso dal clericalismo di diverso colore, la partecipazione alla costruzione della “città” a misura d’uomo e non come risposta ad interessi particolari e malavitosi per cui la corruzione non era considerata impresa che dà  vantaggi ai più furbi. Una coscienza netta ed una amicizia civica che si radicavano nella verità  dell’uomo, così come ci è stato tramandato dal libro della Genesi, punto di riferimento doveroso per i credenti e per i “laici”, onde in momenti di tragica crisi per tutta l’Europa, il filosofo “laico” Benedetto Croce invitava alla “resistenza” dichiarando “Perché non possiamo non dirci cristiani”.

La dignità dell’uomo e della donna, il loro vivere la preziosa fecondità della famiglia, ma se, all’ora di cena accendiamo il televisore: oltre al blà  blà  dei politici, violenza crudele in tante parti del mondo, magari (con orribile bestemmia!) gridando il nome di Dio, violenza che si abbatte sui bambini, sulle donne e a questo punto non ci sono più confini geografici, più o meno lontani.
Addirittura (suprema violenza) la pretesa di stabilire la verità  dell’uomo e delle donne, misconoscendo altresì la realtà e la missione della famiglia.

Dicevano tuttavia i nostri vecchi, nei momenti di grande turbamento “burdel! Sl’ è nota, us farà dé”
E tante sono a Cesena le luci che si accendono! Magari gravitando attorno alla Cattedrale.
Dichiaro subito la mia stima e ammirazione per l’opera e l’impegno profusi dal “volontariato” che mobilita uomini e donne di ogni età, con iniziative (non estemporanee) che intendono promuovere la “qualità” della vita dei nostri concittadini. Tra le numerose realtà che animano il mondo del volontariato delle generose terre di Romagna (capitale Cesena!) sottolineo una sigla ARRT l’Associazione Romagnola Ricerca Tumori; più che ad una sigla lo sguardo ammirato va alle donne e agli uomini che ne moltiplicano importanti risultati per combattere il cancro nelle sue diverse dimensioni, finanziando progetti di ricerca scientifica e accompagnando con cordiale e generosa amicizia quanti stanno lottando contro le insidie della malattia.

Aggiungo: un calendario che registra incontri socio-scientifici, eventi di cultura, arte e sport all’insegna “Io donna gioco d’anticipo”, un progetto di prevenzione che mira a sradicare in tempo utile i tumori che possono colpire in modo particolare il corpo delle donne. Un obiettivo mirato, che si inserisce tuttavia in un orizzonte più alto dove riscoprire, ogni giorno, responsabilmente, la verità dell’uomo, lo stupore di Adamo quando vide accanto a sé Eva.

Piero Altieri

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